Villanova è uno dei quattro quartieri storici della città di Cagliari. Addossato alle pendici del quartiere di Castello, viene citato per la prima volta alla fine del XIII secolo in alcuni documenti relativi ad accordi commerciali tra le città di Pisa e Genova. Non sono tante le informazioni relative al quartiere in quel periodo, ma è certo che lo stesso si popolò grazie agli abitanti del vicino Campidano che utilizzando orti e appezzamenti di terreno periferici e attigui alla città diedero impulso ad una vivace economia agricola e artigianale.

Il quartiere fu dotato di una cinta muraria, costituita da una serie imprecisata di torri minori e tre torri maggiori, queste ultime dotate di porte d’accesso al quartiere. Di queste una si trovava in corrispondenza della parte finale di Via Sulis ed era chiamata Porta dei Calderai; un’altra si trovava al centro della via Garibaldi all’altezza del Portico Romero, e l’ultima, più conosciuta e citata nei documenti storici, chiamata Porta Cavana si trovava in prossimità della Chiesa di San Cesello.

L’impianto urbano del quartiere era ed è ancora caratterizzato da quattro vie principali che corrono parallele: Via San Giovanni, Via Piccioni, Via San Giacomo e Via San Domenico. Fulcro del quartiere erano due importanti centri di culto: la Chiesa di San Giacomo e la Chiesa di San Domenico, entrambe di impianto gotico.

Il quartiere, considerato ancora oggi un vero e proprio paese dentro la città, era abitato soprattutto da contadini che lavoravano gli orti e le vigne (lo stesso toponimo Via Giardini ricorda le attività agricole che sino alla metà del secolo scorso si svolgevano nel quartiere), da artigiani molto apprezzati (Villanova nel corso del ‘600 vide il fiorire dei “plateros” che lavoravano l’argento e diedero origine ad una delle più importanti botteghe artistiche dell’isola), scultori e quelli che venivano chiamati arregateris, dediti alla vendita di prodotti di vario genere. Villanova fu inoltre il quartiere delle panatteras, donne che preparavano il pane venduto in tutta la città.

Le tradizioni si conservano intatte da secoli: le celebrazioni legate alla Settimana Santa vengono organizzate nel quartiere da diverse confraternite e culminano, dopo una preparazione lunga e molto coinvolgente, nella processione di S’Incontru la Domenica di Pasqua.

Per chi volesse scoprire il quartiere e visitare la Chiesa di San Giacomo, il chiostro gotico di San Domenico e fare una passeggiata nelle stradine di impianto medievale sono prenotabili visite guidate durante tutto l’anno

Contattaci

Inviateci una email e risponderemo prima possibile

Illeggibile? Cambia il testo. captcha txt

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca