Il quartiere di Stampace è stato abitato sin dall’antichità. Numerose sono le testimonianze di epoca punica e romana e la cui testimonianza più alta è espressa dall’anfiteatro romano di Cagliari e dalla villa di Tigellio. Sino all’Unità d’Italia era circondato da mura, costruite dai Pisani alla fine del 1200 e di cui resta traccia ancora oggi grazie alla torre pisana più antica di Cagliari, la Torre dello Sperone.

Di origine pisana pare essere anche il nome, che ricorderebbe un bastione di Pisa, forse dato per mantenere un legame affettivo da parte dei colonizzatori.

Il quartiere è stato sempre abitato da mercanti, artigiani e piccolo borghesi, anche se oggi ha perso questa vocazione commerciale.

E’ un quartiere caratterizzato da numerosi edifici religiosi, alcuni legati alla prima cristianizzazione dell’isola e al sacrificio di martiri, quali Efisio e Restituta, le cui cripte sono ancora oggi visitabili.

S.Efisio martire viene celebrato dall’intera isola da più di tre secoli e mezzo ogni primo giorno di maggio, per aver salvato i sardi dalla peste. La manifestazione religiosa richiama centinaia di migliaia di visitatori e viene considerata una delle più importanti manifestazioni tradizionali e religiose d’Italia.

Suggestiva e complessa anche la Chiesa di S.Michele, costruita dai gesuiti, vero e proprio gioiello del quartiere.

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